Neurochirurgo

30 settembre 2018

Un anno di attività Gamma Knife in Fondazione Poliambulanza: intervista al dr. Franzin

Fondazione Poliambulanza è stato il primo ospedale in Italia a dotarsi del modello Icon di Gamma Knife. Il primo paziente è stato trattato il 26 settembre e ad oggi oltre 300 persone sono state sottoposte a questo tipo di intervento.
Abbiamo chiesto al dr. Franzin di raccontarci i primi 12 mesi di attività del reparto da lui diretto.

 

Come è iniziata l’attività Gamma Knife in Fondazione Poliambulanza?
Fondazione Poliambulanza è un ospedale multispecialistico di Brescia in cui da diversi anni è presente un’Unità Operativa di radioterapia che esegue trattamenti stereotassici e conformazionali e una Unità di neurochirurgia che effettua interventi di neurochirurgia di alto livello. A settembre dello scorso anno l’offerta terapeutica dell’Ospedale si è ulteriormente ampliata grazie all’acquisto di Gamma Knife Icon, un macchinario di radiochirurgia stereotassica che consente di trattare tumori e altre patologie cerebrali in modalità mini-invasiva. La tecnologia Gamma Knife è stata introdotta negli anni Sessanta, ma è nei decenni successivi che si è evoluta in modo incredibile anche grazie allo sviluppo della Risonanza Magnetica. Fondazione Poliambulanza è stato il primo ospedale in Italia ad acquistare Icon, il modello più avanzato della categoria.

 

In Poliambulanza gli interventi Gamma Knife vengono eseguiti dall’ Unità Semplice di Neurochirurgia Funzionale e Gamma Knife di cui è responsabile. Come è arrivato qui?
Per quasi vent’anni ho lavorato nel Centro Gamma Knife e presso la UO di neurochirurgia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dove mi sono occupato sia di attività chirurgica sia di attività radiochirurgica. Conclusa questa esperienza, e trascorsi 6 mesi come Direttore Facente Funzioni della Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale Manzoni di Lecco, si è aperta un’interessante opportunità in Fondazione Poliambulanza: un nuovo centro Gamma Knife, con un’apparecchiatura più sofisticata rispetto a quella degli altri centri italiani e dalle molteplici potenzialità. Una prospettiva che mi ha affascinato fin da subito e nella quale ho ritenuto valesse la pena cimentarsi.

 

Gamma Knife è attiva in Poliambulanza da un anno. Quanti pazienti e quali patologie avete trattato?
La nostra attività è iniziata il 26 settembre 2017, quando abbiamo trattato il primo paziente affetto da neurinoma dell’acustico. Durante la prima settimana abbiamo ospitato un neurochirurgo giapponese, già esperto del modello Icon, che ci ha affiancato e supportato in maniera eccellente.
Da allora di pazienti ne sono seguiti molti altri e abbiamo intensificato l’attività al punto di trattare 7/8 pazienti la settimana per un totale di circa 300. Ci occupiamo principalmente di pazienti con patologia benigna (meningiomi, neurinomi dell’acustico, adenomi ipofisari) e di pazienti con patologia oncologica maligna (soprattutto metastasi cerebrali e qualche raro caso di glioma).  Sono però in aumento anche i casi di patologia vascolare (ad esempio malformazioni artereo venose) e nevralgia del trigemino

 

Da dove provengono i pazienti che accedono al trattamento?
Sostanzialmente da tutta Italia, anche se ovviamente abbiamo registrato una prevalenza di pazienti provenienti dal territorio bresciano. Siamo molto orgogliosi dell’attività svolta in provincia, ma siamo altrettanto orgogliosi di poter offrire una cura a tante altre persone che vengono da tutta Italia; penso in particolare a chi proviene da Sicilia, Puglia, Calabria e altre regioni del Sud.

 

Come può un paziente candidarsi all’intervento e quali sono i tempi di attesa?
Il paziente, a cui è stata riscontrata una problematica di pertinenza neurochirurgica/oncologica  può rivolgersi a noi in tre modi:

  1. direttamente, con una visita ambulatoriale con uno dei membri dello staff (in regime privato o tramite Servizio Sanitario Nazionale)
  2. tramite contatto tra il medico curante del paziente e uno dei medici dello staff
  3. attraverso la Second Opinion, il servizio di seconda diagnosi attivato da Fondazione Poliambulanza per permettere ai pazienti che abitano lontano da Brescia di ricevere un parere dagli specialisti del nostro ospedale senza doversi spostare (almeno in un primo momento).

A causa dell’elevata afferenza di pazienti, l’attesa per il trattamento può non essere molto breve. Per le patologie benigne oggi l’attesa è di circa 2/3 mesi. Ovviamente esiste un canale preferenziale per i pazienti che necessitano di un trattamento urgente (metastasi o altre patologie maligne). In questi casi cerchiamo di intervenire non oltre i 15-20 giorni dalla presa in carico del paziente.

 

Perché sono così tanti i pazienti che vogliono effettuare il trattamento in Poliambulanza?
Credo ci siano due ragioni principali: il modello Icon di Gamma Knife installato nel nostro ospedale (primo in Italia e cinquantesimo nel mondo) e la garanzia di un lavoro d’equipe.
Per quanto riguarda Icon, dobbiamo dire che il nostro macchinario rispetto ai precedenti modelli presenta evidenti vantaggi. Innanzitutto consente di effettuare i trattamenti non solo con il tradizionale casco stereotassico, ma anche con la maschera termoplastica che è una struttura in rete che viene modellata sulla faccia del paziente e lo immobilizza durante il trattamento (ad oggi circa il 20% dei pazienti ha potuto usufruire di questa modalità). Questo consente al paziente stesso di evitare il montaggio del casco, ed è molto utile nel caso in cui il trattamento debba essere ripetuto nei giorni successivi o a distanza di poche settimane. Inoltre, la possibilità di utilizzare la maschera e quindi di effettuare trattamenti frazionati più confortevoli allarga anche l’indicazione di utilizzo: oggi si possono trattare con gamma Knife anche pazienti che in passato sarebbero stati direttamente alla chirurgia o alla radioterapia.
Oltre alle ragioni tecniche, ciò che rende Poliambulanza un centro di eccellenza negli interventi di radiochirurgia stereotassica è il lavoro d’equipe. Gamma Knife è un’attività veramente multidisciplinare e grazie alla collaborazione tra diversi specialisti un paziente può essere certo di ottenere una presa in carico globale. Ogni settimana si svolge una riunione tra neurochirurghi e radioterapisti, per valutare caso per caso e stabilire la cura migliore per ogni paziente. È molto stretta anche la collaborazione con i neuroradiologi: la tecnologia Gamma Knife è basata sul vedere bene la lesione da trattare ed è quindi essenziale che esami come risonanza magnetica, tac e angiografia siano di ottimo livello. A seconda della patologia possono infine essere coinvolti anche oculisti, oncologi ed otorini.

 

Ci ha detto che attualmente le patologie più trattate con Gamma Knife sono i tumori cerebrali. Quali sono le prospettive per il futuro?
Nei prossimi anni penso che l’attività di Gamma Knife potrà progredire in due diverse direzioni: da un lato si potrebbero trattare con questa tecnica non solo disturbi strettamente oncologici, ma anche alcune forme di dolore e di tremore (per cui oggi si ricorre a Gamma Knife molto raramente, solo quando la chirurgia più “tradizionale” non è efficace). 
Dall’altro lato credo che in futuro saranno incrementati i trattamenti frazionati e quindi l’utilizzo della maschera termoplastica. Questo aumenterà il comfort dei pazienti e soprattutto consentirà di trattare tumori voluminosi o multipli ricorrendo a trattamenti ripetuti nell’arco di alcuni giorni o a distanza di settimane. 

 

In chiusura le chiediamo qual è la sua sintesi sul primo anno di attività Gamma Knife in Poliambulanza.
L’interazione con i colleghi è stata estremamente proficua e questo ha consentito di creare un percorso personalizzato per ogni paziente. Abbiamo trattato più di 300 persone e crediamo di aver fatto un buon lavoro. Siamo però assolutamente consapevoli del fatto che, purtroppo, nonostante il nostro costante impegno e le tecnologie più avanzate, non tutte le patologie cerebrali sono oggi curabili. Continueremo a fare del nostro meglio e a lavorare per il progresso delle cure.