Neurochirurgo

25 settembre 2018

I tumori che causano metastasi cerebrali

Tumore al seno e tumore alla mammella sono i tumori che più frequentemente causano metastasi cerebrali.

Tumori primari e secondari
I tumori cerebrali possono essere classificati secondo diversi parametri; uno dei più importanti riguarda l’aggressività: esistono tumori benigni, a crescita lenta e che di solito dislocano ma non invadono il tessuto cerebrale, e tumori maligni, a crescita infiltrante e rapida e quindi più pericolosi. 
Un’altra distinzione riguarda invece il luogo d’origine della malattia: se un tumore si sviluppa nell’encefalo e nelle zone adiacenti (come le meningi o la ghiandola pituitaria) viene definito “primario”; se si sviluppa invece in un’altra zona del corpo e solo in seguito raggiunge il cervello è definito “secondario” o “metastatico”.

Tutte le persone affette da un tumore maligno, soprattutto se poco controllato dalla terapia oncologica, potrebbero potenzialmente sviluppare una metastasi al cervello; il rischio maggiore lo corre però chi è affetto da tumore al seno e da tumore al polmone, con un’incidenza che varia dal 20 al 40%. 


I tumori secondari o metastatici
Le metastasi cerebrali, che possono essere singole o multiple, possono avere diversa localizazzione e differente composizione tissutale. Dal punto di vista del tessuto, queste neoplasie possono apparire come noduli solidi ed omogenei oppure essere di natura cistica con contenuto liquido o necrotico. Dal punto di vista della localizzazione, le zone colpite possono essere i lobi frontali, i lobi parietali, i lobi occipitali, i lobi temporali e il cervelletto. Il luogo del cervello in cui si sviluppa una metastasi influenza anche il tipo di sintomi con cui la malattia si manifesta:

  • lobi frontali: disturbi motori e di personalità; 
  • lobi parietali: disturbi della motilità e della sensibilità; 
  • lobi occipitali: disturbi della vista; 
  • lobi temporali: disturbi dell’equilibrio e dell’orientamento; 
  • cervelletto: disturbi dell’equilibrio, cefalee, vertigini e nausea.

Altri sintomi frequenti sono gli stessi che interessano i tumori cerebrali primari:

  • crisi epilettiche
  • deficit neurologici
  • mal di testa e vomito

Tutti questi sintomi non riconoscono come unica causa un tumore cerebrale (primitivo o secondario) e non è detto, quindi, che un mal di testa, una crisi epilettica o una temporanea paresi facciale siano la manifestazione di un tumore al cervello (leggi QUI per approfondire).

 

Chi è a rischio?
Potenzialmente, tutte le persone affette da un tumore localizzato in un organo che metastatizza facilmente corrono il rischio di sviluppare una metastasi cerebrale; tuttavia, i ricercatori hanno rilevato che ciò accade a circa il 30% dei malati di cancro e che le forme tumorali che più frequentemente danno origine a metastasi sono quelle che colpiscono polmone e mammella. È importante sottolineare che quanto più il tumore primitivo è ben controllato dalle cure tanto più basso è il rischio di avere metastasi cerebrali.

 

Il tumore al polmone
Questa neoplasia origina nei polmoni a causa della crescita incontrollata di cellule maligne. Può presentarsi in due forme diverse:

  • Tumore a piccole cellule (rappresenta circa il 20% dei casi)
  • Tumore non a piccole cellule (rappresenta circa l’80% dei casi)

A causare più frequentemente metastasi cerebrali, in forma multipla e di piccole dimensioni, è il tumore a piccole cellule, il più aggressivo tra le neoplasie polmonari. Il tumore a piccole cellule colpisce quasi esclusivamente i fumatori. Il principale fattore di rischio del tumore al polmone è infatti il fumo di sigaretta; anche l’esposizione prolungata al fumo passivo o a sostanze come cromo, catrame, amianto o arsenico possono però compromettere la salute dei polmoni.
 
Il tumore alla mammella
Si tratta del tumore più comune nella donna (ma può colpire anche l’uomo), e consiste nella formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato nella ghiandola mammaria.
Le cause del tumore alla mammella non sono ancora del tutto note. Sono conosciuti però alcuni fattori di rischio: età (superiore ai 50anni), menarca prima dei 12 anni, nessuna gravidanza, menopausa dopo i 50 anni. In alcuni casi la malattia è il risultato di una mutazione genetica ereditaria, per cui è disponibile anche uno specifico test diagnostico.
Per le pazienti con tumore della mammella il rischio di sviluppare metastasi cerebrale varia a seconda del sottotipo di tumore.

 

Trattamento
La scelta del trattamento di una metastasi cerebrale dipende da molteplici fattori e viene stabilito dal neurochirurgo insieme all’oncologo. Le principali opzioni sono:
intervento chirurgico: indicato soprattutto nel caso di una singola metastasi di grosse dimensioni;
radioterapia panencefalic: indicata prevalentemente quando vi è un numero elevato di metastasi;
radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife: particolarmente indicata nel caso di un numero limitato di lesioni.
Quando possibile, quest’ultima strategia terapeutica è da preferire: si è dimostrata molto efficace ed è una procedura mini-invasiva. QUI tutti i dettagli.