Neurochirurgo

25 gennaio 2019

Awake surgery (chirurgia da svegli): è possibile operare un paziente da sveglio per la cura dei gliomi?

Negli interventi di awake surgery per la cura dei gliomi si limita il rischio di incorrere in danni neurologici.

Operare un paziente da sveglio (awake surgery o chirurgia da svegli), anche nel caso della cura dei gliomi, è una pratica che negli ultimi anni ha avuto sempre maggior diffusione. Consente al neurochirurgo, durante lo svolgimento dell’intervento, di testare le capacità funzionali del paziente in modo tale da evitare eventuali danni neurologici.

 

Cosa sono i gliomi?
I gliomi sono tumori primitivi che insorgono nel sistema nervoso centrale, quindi nel midollo spinale o nel cervello, a partire dalle cellule della glia, una sorta di “impalcatura” di sostegno per i neuroni. Si possono presentare in 4 differenti gradi di severità, che dipendono sia dal tasso di crescita sia dalla capacità di diffusione e infiltrazione. A seconda di questi fattori i sintomi dei gliomi possono sicuramente cambiare, ma in generale è bene prestare attenzione a questi campanelli d’allarme:

  • mal di testa
  • nausea e vomito
  • crisi epilettiche
  • problemi legati alla vista e all'udito
  • vertigini e disturbo della deambulazione
  • problemi di movimento e sensibilità.

A fronte di tali sintomi il medico prescrive generalmente un esame neurologico e una TC o una RM. Accertata la diagnosi è poi possibile procedere con diversi percorsi di cura che dipendono dalla malattia stessa e dalle condizioni generali del paziente; questi percorsi possono essere nello specifico 4: intervento chirurgico con craniotomia, intervento di biopsia stereotassica, percorso radioterapico e chemioterapico o radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife.
L’intervento chirurgico è in assoluto il trattamento per la cura dei gliomi più diffuso, nonché quello che negli anni ha subito l’evoluzione più significativa. All’operazione che prevedeva l’asportazione al microscopio della massa tumorale di sono affiancate tecniche che ne hanno aumentato la precisione e ridotto i rischi. Una su tutte la “chirurgia da svegli” o awake surgery.

 

“Awake Surgery” o “Chirurgia da svegli” per la cura dei gliomi. Di cosa si tratta?
Come suggerisce il nome stesso, la l'awake surgery (o chirurgia da svegli) consente di mantenere i pazienti coscienti durante l’intervento di rimozione di un glioma. Questa tipologia di intervento è indicata generalmente in due casi:

  1. quando il tumore cerebrale interessa aree del cervello che svolgono funzioni specifiche (in particolare quando coinvolge l’area del linguaggio);
  2. quando il paziente affetto da glioma presenta comorbidità (diverse patologie, età avanzata o altre situazioni cliniche) che controindicano l’impiego di un’anestesia generale.

Nella prima parte dell’intervento, quella che prevede l’apertura del cranio per aver accesso al tumore da trattare (craniotomia), il paziente è sedato e non si rende conto di quello che accade. Successivamente però il paziente viene svegliato e, durante la fase in cui il chirurgo rimuove la massa tumorale, gli viene chiesto di svolgere alcune funzioni come ripetere una frase o eseguire alcuni compiti associativi (associando ad esempio nome e verbi, azioni, ricordi). In questo modo il neurochirurgo può testare in maniera specifica la capacità del paziente di svolgere queste funzioni ed evitare un danno neurologico. Sempre per favorire la sicurezza dell’intervento, il paziente affetto da glioma operabile viene sottoposto in sala operatoria a risonanza magnetica funzionale, un esame che consente di visualizzare in maniera molto precisa l’area del cervello con il tumore in relazione a quelle aree che svolgono un compito specifico (come linguaggio, sensibilità, movimento).

 

Cura dei gliomi: le alternative alla chirurgia
Come abbiamo visto la craniotomia è l’opzione più frequente per la cura dei gliomi. Esistono però delle alternative che possono in alcuni casi sostituire l’intervento:

  • biopsia stereotassica: indicata nei casi di tumori posti in posizioni profonde o vicini a strutture vitali in cui non è possibile rimuovere la massa tumorale, la biopsia serve a confermare la diagnosi in previsione della radio e chemioterapia;
  • radioterapia e chemioterapia: indicate dopo l’intervento chirurgico di rimozione del tumore per prevenire la recidiva o nel caso dei pazienti in cui l’intervento chirurgico non era possibile;
  • radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife Icon: trattamento mini-invasivo con macchinario di ultima generazione, indicato solo per i gliomi di piccole dimensioni soprattutto se a basso grado di malignità e situato in zone profonde del cervello, o in caso di piccole recidive di tumori già trattati con RT. Cliccare qui per ulteriori info.

 

Il dott. Alberto Franzin, neurochirurgo, visita ed opera a Brescia presso l’Ospedale Fondazione Poliambulanza, inoltre visita privatamente a Milano, Cosenza, Taurianova (Reggio Calabria) e Lecce.