Neurochirurgo

22 aprile 2019

Trattamento combinato per la cura dei meningiomi

Cura dei meningiomi con chirurgia, Gamma Knife o trattamento combinato

I meningiomi comprendono circa il 15%-20% dei tumori del sistema nervoso centrale e colpiscono soprattutto persone tra i 40 e i 60 anni, con un’incidenza maggiore tra le donne. Generalmente si tratta di tumori benigni, per lo più localizzati e caratterizzati da una crescita lenta. Può comunque capitare che degenerino in forma maligna e in questo caso si infiltrano nel tessuto cerebrale che li contorna. 
Come accade per altre patologie cerebrali, il trattamento previsto per la cura dei meningiomi dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione e la posizione del tumore; esso può essere di tipo tradizionale (chirurgia cerebrale con craniotomia), oppure mini-invasivo (radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife). In alcuni casi è possibile optare per un trattamento combinato che prevede sia il ricorso alla chirurgia che quello alla radiochirurgia streotassica.

 

Cause e sintomi dei meningiomi
I meningiomi sono tra i tumori cerebrali primitivi più frequenti: rappresentano il 15-20% di tutti i tumori endocranici e il 25% di quelli spinali, con un’incidenza superiore nelle donne. Possono svilupparsi in diverse zone del cranio, sia a livello degli emisferi dei lobi, sia a livello della base cranica posteriore. Solitamente si tratta di neoplasie benigne, ma alcuni pazienti presentano forme aggressive, come il cosiddetto meningioma atipico o neoplastico.
Le cause della malattia non sono ancora del tutto note. Si pensa però che l’esposizione a radiazioni in età infantile possa concorrere negli anni alla loro formazione. Allo stesso modo, le terapie ormonali e in particolare i progestinici, possono aumentare il rischio di insorgenza della malattia.
In molti pazienti un meningioma può rimanere asintomatico per lungo tempo ed è questo il motivo per cui stesso la malattia viene diagnosticata in occasione di accertamenti effettuati per altri motivi. Quando si manifestano, i sintomi riflettono il coinvolgimento dell’area funzionale interessata dal tumore; essi possono essere:

  • mal di testa
  • nausea
  • crisi convulsive
  • debolezza degli arti e del volto
  • problemi legati alla vista
  • sbalzi d'umore o personalità

La comparsa di questi sintomi dovrebbe spingere il diretto interessato a rivolgersi immediatamente al medico; la diagnosi di meningioma prevede l’anamnesi e un esame neurologico. L’esame effettuato sempre in questi casi è la risonanza magnetica; talvolta può essere prescritto anche uno studio angiografico in grado di verificare quanto sangue arriva al meningioma e se vi sono arterie cerebrali che gli passano accanto.o vene ostruite dal tumore Questa informazione è fondamentale per la definizione della terapia.

 

Cura dei meningiomi: quali sono le opzioni terapeutiche
In alcuni casi i meningiomi non vanno trattati: se sono piccoli e asintomatici è consigliabile tenerli sotto controllo mediante risonanze magnetiche regolari; se invece sono più grandi e si manifestano con sintomi evidenti (mal di testa, nausea, crisi convulsive) è opportuno che vengano trattati. Anche i meningiomi piccoli e asintomatici, ma in aree eloquenti o vicini ai nervi cranici, hanno indicazione a essere curati per prevenire futuri deficit neurologici.
 

Intervento chirurgico. Nella cura dei meningiomi la prima indicazione terapeutica è l’intervento chirurgico, che consente la rimozione totale o parziale della massa tumorale. L’intervento prevede l’accesso al tumore tramite craniotomia: in una prima fase il chirurgo incide cute e sottocute per esporre una parte della scatola cranica, dopodiché questa viene rimossa tramite l’impiego di un trapano (questa procedura è altamente standardizzata e l’evoluzione degli strumenti chirurgici negli anni è stata notevole, oggi i risultati sono sempre più precisi e sicuri, oltre che gradevoli esteticamente). Solo in una seconda fase il neurochirurgo procede con la rimozione del meningioma, spesso facendosi guidare da un neuronavigatore, una sorta di GPS attraverso il quale si proietta sulla superficie del cuoio capelluto il tumore o la lesione posta in un'area profonda del cranio, in modo da poterla raggiungere senza danneggiare altre aree del cervello. Al termine dell’intervento la parte di scatola cranica rimossa per accedere al tumore viene riposizionata e fissata tramite piccolissime placche costituite da leghe di metallo.

Intervento di radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife. Oltre all’intervento chirurgico tradizionale, che prevede come abbiamo visto la craniotomia, in alcuni casi i meningiomi possono essere trattati con modalità mini-invasiva mediante radiochirurgia stereotassica Gamma Knife; questa modalità di intervento è preferibile quando ad esempio il tumore non supera i 3,5 cm di diametro ed è localizzato a livello della base cranica o in caso di recidiva dopo l’intervento standard. La Gamma Knife consente sicuramente di avere un approccio mini-invasivo alla cura del meningioma: si basa sull’emissione precisissima di raggi gamma, che raggiungono la zona da trattare senza danneggiare i tessuti sani circostanti. Rispetto ai precedenti modelli poi, la Gamma Knife Icon presente in Fondazione Poliambulanza (e solo in un altro ospedale in Italia) dove il dr. Franzin ne è responsabile, introduce la possibilità di utilizzare una maschera termoplastica personalizzata per un maggior comfort del paziente e garantisce una maggiore precisione e accuratezza grazie a un sistema di Imaging stereotassico integrato e di un Adaptive Dose Control che aggiorna in tempo reale, per ogni seduta terapeutica, il piano di trattamento e l’erogazione della dose.
 

Intervento combinato. In alcune circostanze la cura dei meningiomi può avvenire con trattamento combinato: si ricorre quindi sia all’intervento chirurgico tradizionale, sia in un secondo momento alla radiochirurgia stereotassica tramite Gamma Knife. Si ricorre al trattamento combinato quando il tumore ha un volume considerevole e non potrebbe essere curato solo con Gamma Knife ma invade una grossa vena o è aderente a un’arteria importante per cui la rimozione completa potrebbe essere pericolosa; in questo caso l’intervento chirurgico rimuove la maggior parte del tumore e la Gamma Knife tratta il piccolo residuo per prevenirne una ricrescita. Un altro esempio è rappresentato dal meningioma del seno cavernoso (una grossa struttura venosa in cui decorrono i nervi della motilità oculare e della sensibilità della faccia) che comprime il nervo ottico. In questo caso l’intervento chirurgico è volto a rimuovere la compressione dal nervo ottico in modo da migliorare la vista del paziente; la Gamma Knife tratta poi la parte del tumore nel seno cavernoso dove un eventuale intervento sarebbe molto pericoloso.

 

Il dott. Alberto Franzin, neurochirurgo, visita ed opera a Brescia presso l’Ospedale Fondazione Poliambulanza, inoltre visita privatamente a Milano, Cosenza, Taurianova (Reggio Calabria) e Lecce.