Neurochirurgo

28 febbraio 2020

Chirurgia dell'Epilessia: cos'è e quali sono i rischi

L’Epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale che può avere diverse cause: questa patologia può infatti originare da un danno a livello cerebrale (come ad esempio un trauma o un’infezione), da malformazioni vascolari, da un tumore cerebrale oppure da anomalie nella fase dello sviluppo. Spesso però non è possibile identificarne una causa.


I sintomi dell’epilessia possono essere estremamente vari e gli attacchi epilettici possono peggiorare nel tempo, inficiando sulla qualità della vita della persona che ne soffre. Per questo tutte le forme di epilessia, anche quelle più lievi, necessitano di essere trattate adeguatamente.  

 


Come si cura l’epilessia?


Tra le malattie neurologiche più comuni, l’epilessia è una condizione estremamente varia che può interessare persone di età differente, dal neonato all’adulto. Può manifestarsi in modi molto diversi come ad esempio crisi tonico-cloniche, crisi di assenza (in passato chiamate anche "piccolo male"), ma anche condizioni difficilmente avvertibili dall’esterno.


Sebbene esistano diversi tipi di epilessia (e ciò rende questa patologia incredibilmente varia), la cura per l’epilessia è essenzialmente farmacologica. Al giorno d’oggi esistono vari farmaci che il neurologo può valutare di testare nel corso del trattamento dell’epilessia e questo rende la terapia dell’epilessia personalizzabile a seconda del caso preso in esame.

 


Cos’è la chirurgia dell’epilessia?


In alcuni soggetti l’epilessia è farmaco-resistente, ovvero non risponde al normale trattamento farmacologico. Per accertare questa condizione è necessario che il paziente abbia provato almeno 2-3 terapie differenti, senza ottenere risultati significativi.


In questo caso, se attraverso la storia clinica, l’elettroencefalogramma e la risonanza magnetica è possibile identificare l’area cerebrale specifica da cui origina l’epilessia, il trattamento può essere di tipo chirurgico e consiste nell’asportazione della zona cerebrale in cui ha origine la crisi epilettica.


La forma più classica trattabile con la chirurgia è l’epilessia del lobo temporale: l’intervento chirurgico consiste nella rimozione della parte profonda del lobo temporale e di una parte della superficie del lobo temporale stesso.

 


Quali sono i rischi e in cosa consiste il post-operatorio della chirurgia dell’epilessia?


Il trattamento chirurgico nel caso dell’epilessia del lobo temporale è estremamente efficace, sebbene non esente da pericoli. Come per tutti gli interventi in generale, esistono rischi anche per l’operazione chirurgica dell’epilessia, sebbene le possibili complicanze e i rischi post-operatori siano comunque estremamente bassi.


Dopo l’operazione solitamente l’ospedalizzazione è breve e nella maggior parte dei casi il paziente torna rapidamente alla sua vita normale. A seguito dell’intervento chirurgico di solito si ottiene un buon beneficio nella riduzione delle crisi e la qualità di vita migliora in maniera sensibile.

 

Il dott. Alberto Franzin, neurochirurgo, visita ed opera a Brescia presso l’Ospedale Fondazione Poliambulanza, inoltre visita privatamente a Milano, Cosenza, Taurianova (Reggio Calabria) e Lecce.