Neurochirurgo

25 marzo 2019

Morbo di Parkinson: quali fasi ha la malattia

Fase presintomatica e sintomatica: come si manifesta il Morbo di Parkinson

Il Morbo di Parkinson è una patologia neurodegenerativa che causa tremori a riposo, rigidità, lentezza dei movimenti (bradicinesia) e instabilità posturale. Insieme a tremori e distonie rientra nei cosiddetti “disordini del movimento”, patologie associate ad un malfunzionamento dei neurotrasmettitori contenuti nei gangli della base o del cervelletto.

 

Morbo di Parkinson: chi ha scoperto la malattia?
Il primo ad osservare questa malattia nel dettaglio è stato il medico inglese James Parkinson, che nel 1817 l’ha definita “Paralisi agitante” descrivendo i malati come affetti da tremore, diminuzione della forza muscolare e soggetti ad un particolare modo di camminare (con il busto in avanti e a piccoli passi).
Secondo Parkinson, questo particolare tipo di paralisi (che prenderà il nome con la quale oggi la conosciamo solo nel 1877) era causata dalla Rivoluzione Industriale, e in particolare dall’inquinamento atmosferico da essa provocato. Questa prima ipotesi è stata rapidamente superata, ma ad oggi le cause del Morbo di Parkinson sono ancora sconosciute. Le più recenti ricerche ipotizzano l’azione di fattori ambientali e genetici alla base dell’insorgenza della malattia; alcuni studi hanno infatti evidenziato che l’esposizione a particolari sostanze (come pesticidi e metalli pesanti) aumenta il rischio di Parkinson. Allo stesso tempo però, nel 20% dei pazienti malati di Parkinson con alle spalle una storia familiare di altri malati è stato identificato un gene da cui potrebbe dipendere la malattia.

 

Quali sono le fasi del Morbo di Parkinson?
Il Morbo di Parkinson si manifesta lentamente, ma in modo progressivo. La sua evoluzione è caratterizzata da due fasi distinte, una “presintomatica” e l’altra “sintomatica”.
Durante la fase presiontomatica le manifestazioni tipiche della malattia non sono ancora presenti; tuttavia è in questo momento che iniziano a degenerare i neuroni dopaminergici (i neuroni cioè il cui principale neurotrasmettitore è la dopamina) presenti nella substantia nigra. Al momento non è chiaro né quando questa degenerazione abbia inizio, né in quale percentuale possa essere quantificata la perdita di questi neuroni; secondo alcuni ricercatori la fase presintomatica inizierebbe almeno 5 anni prima della comparsa dei sintomi, secondo altri invece questo lasso temporale sarebbe ancora più ampio e potrebbe sfiorare addirittura i 40 anni.
A tale proposito non ci sono certezze, quello che invece è certo è che i primi sintomi del Morbo di Parkinson sono talmente lievi che è difficile identificarli precocemente. Essi si manifestano solo in un momento tardivo della fase sintomatica e possono essere:

  • di natura motoria: tremore a riposo, rigidità e lentezza dei movimenti, disturbi dell’equilibrio;
  • di natura non motoria: disturbi urinari, disfunzioni sessuali, disturbi dell’olfatto, sudorazione e problemi cutanei, disturbi del sonno.

 

La scala di Hoehn e Yard
Per classificare con maggior rigore le manifestazioni e gli stadi del Morbo di Parkinson, in medicina viene utilizzata la Scala di Hoehn e Yard, che prende il nome dai due neurologi che l’hanno pubblicata per la prima volta nel 1967 sulla rivista “Neurology” e che comprende 5 stadi:

  • Stadio I: interessamento monolaterale lieve; compaiono i primi tremori a riposo agli arti superiori, una leggera rigidità e si compromettono i movimenti rapidi delle dita;
  • Stadio II: interessamento bilaterale; la postura inizia ad essere compromessa e i movimenti rallentano gradualmente (bradicinesia);
  • Stadio III: l’andatura è sensibilmente compromessa: i pazienti camminano protesi in avanti, a piccoli passi, e molto lentamente. I movimenti generali sono sempre più rallentati;
  • Stadio IV: il paziente ha sempre più bisogno di aiuto e non può vivere da solo. Effettuare azioni che richiedono un elevato controllo motorio non è più possibile;
  • Stadio V: completa invalidità. Non è più possibile camminare o mantenere una posizione eretta. Inoltre il paziente mantiene sempre la bocca aperta e fatica a deglutire.

 

La descrizione di questi stadi, soprattutto dei più avanzati, si riferisce a pazienti non sottoposti a trattamento medico. Anche se ad oggi non esiste una cura per il Morbo di Parkinson, infatti, i sintomi possono essere controllati tramite terapia farmacologica o interventi chirurgici come la stimolazione cerebrale profonda. Cliccando qui ulteriori approfondimenti su questo intervento chirurgico.

 

Il dott. Alberto Franzin, neurochirurgo, visita ed opera a Brescia presso l’Ospedale Fondazione Poliambulanza, inoltre visita privatamente a Milano, Cosenza, Taurianova (Reggio Calabria) e Lecce.